La calendula, fiore d’estate

Calendula ridotta

La calendula o fiorrancio è un fiore semplice, si direbbe una margherita arancione. Era il fiore delle aiuole delle nostre nonne, che non andavano cercando piante esotiche o dalle fioriture strepitose…e brevi. Chi vuole un giardino frugale ma sempre fiorito deve infatti considerare di seminare l’umile calendula che fiorisce, appunto, ogni calenda (il primo giorno del mese dei Romani).
La calendula è una pianta erbacea di origine forse Nord Africana, ma importata già dagli Antichi in Europa per scopi ornamentali e medicinali. Appartenente alla famiglia delle Asteracee, note come Composite, ovvero piante dal fiore composto. Il fiore “a margherita” della calendula infatti non è altro che un fiore di fiori, detta calatide, in cui al centro sono i fiori tubulari, piccoli e lunghi e intorno i fiori ligulati, lunghi e piatti, detti impropriamente petali. Questi ultimi, in cui troviamo i pigmenti arancioni, i carotenoidi, sembrano essere la parte più ricca ed attiva della calendula, tanto che le varietà coltivate per uso officinale hanno quasi esclusivamente fiori ligulati.
Gli studi condotti in modo scientifico fin dal 1931 hanno evidenziato una spiccata azione batteriostatica e micostatica, ad esempio proprio verso i batteri e i funghi dermatofiti. Studi recenti condotti con modelli farmacologici di comparazione (come il modello dell’indometacina, un antiinfiammatorio di sintesi) hanno rivelato una potente azione lenitiva e antiinfiammatoria sia topica che sistemica da riferirsi prevalentemente al faradiolo. Ma se andiamo a leggere gli scritti di Hildegard Von Bingen, le proprietà della “ringula” (dal tedesco Ringelblume) troviamo sottoforma di intuizione quello che oggi sappiamo dagli studi. La badessa di Rupertsberg nel Causa et curae designava questo semplice fiore per la cura di molte malattie degenerative della cute e del cuoio capelluto. Oggi sappiamo che la calendula risolve gli stati infiammatori, specialmente cutanei, legati a microlesioni, alle aggressioni delle sostanze chimiche ed alle infezioni. Ancora un volta la tradizione precorre e la scienza conferma.

Andrea Primavera – Agronomo, Perugia.